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| - Tutto ebbe inizio in una casa a Tempest, una donna urlava.. un uomo passeggiava su e giù per il corridoio, e fuori un sole enorme e caldo.. e il mare tranquillo e splendente... -Che gli dei ci aiutino... Ripeteva l'uomo, poi le urla smisero.. un momento.. il cuore si fermo.. poi al sentire il gemito esplose di felicità.. -E' nato!! è natoooo!!!!! Entro prese il bambino e iniziò ad abbracciarlo, lo portò subito sulla spiaggia, e lo bagnò nel mare.. un battesimo.. -Il mare è il nostro mondo.. e a lui devo mostrare la tua vita... mio piccolo Tristano Il piccolino iniziò a crescere, passarono gli anni, tra pescate e storie su eroi e pirati, la madre sempre molto dolce lo accudiva molto bene. Il padre gli insegnò i primi rudimenti della spada, i segreti del mare... e a età debita il miracoloso Rum. Gli anni continuarono, il piccolo si scontro come tutti i giovani con le gioie e i dolori della vita, come viaggi lontani da casa su una barca di pescatori, compagni morti e amori non corrisposti. A 19 anni iniziò a disubbidire ai genitori, litigare con il padre e a ubriacarsi nelle locande e a prendersi sbandate per donne tra rum e piccoli furti. Passava il tempo tra locanda e mare, chiaccherando con i suoi coetanei sulle bellezze del mondo, sulle gloriose città del continente e del giorno in cui avrebberò lasciato le loro case. A Tristano l'idea non piaceva molto, non volevo lasciare i propri genitori e per questo aveva idea di non muoversi dall'isola. I suoi coetanei cosi presero il largo mentre lui rimase a terra. -Non ho proprio intenzione di andarmene.. mai... Cosi dicendo tornò a casa dove lo attese il padre.. -Figlio è vero che hai intenzione di rimanere qui per sempre? -Si padre... qui ho tutto... -Stupido! sei giovane devi girare il mondo divertirti! Tristano guardò la madre -Madre tu non vuoi che io.. la madre lo guardò e disse -Figlio... è giusto che tu parta... non puoi e non devi rimanere chiuso in questa isola.. non puoi sprecare cosi la tua vita... -Ma... madre.. io... Li guardò.. capii che lo stavano cacciando.. -Va bene... Il giorno dopo si imbarco per il continente a malincuore... Il viaggio fu lungo, vide le città.. o meglio Solaria e la sua capitale Goldenaar, dove non correva rischi. Li ebbe litigi con le guardie, coinvolto in risse in locanda, e ridotto a vivere e dormire in foreste.. sotto la luce delle stelle e della luna. All'inizio detestava tutto ciò, ma poi pian piano inizio ad assaporare il gusto di quella vita, sempre azione senza mai fermarsi.. incontrare gente e razze nuove.. quella vita iniziò a piacergli. Tornato sull'isola racconto tutto ai genitori, di ogni cosa ne faceva poema, mostrando il suo interesse a scoprirne sempre più. La sera del suo ritorno il padre lo porto sulla riva e gli disse -Come ben sai su quest'isola sono quasi tutti pirati.. valorosi indomiti.. è la nostra natura legata al mare nel bene o nel male.. clandestini della nave chiamata mondo.. clandestini che cercan di sopravvivere in ogni modo.. che van sopra e sotto tutto.. capaci di vendere sabbia nei deserti e neve sulle montagne innevate.. sempre sopravvissuti.. sempre pieni di vita e di ottimismo anche nelle situazioni più disperate. E sai qual'è il nostro segreto? -No padre... -La ciurma figliolo.. siam cosi coraggiosi e forti non perchè abbiam magie o qualità straordinarie.. ma perchè ci fidiamo della lama del nostro compagno.. perchè non ci tradiamo.. perchè la nostra unione simile a una famiglia ci ha permesso di vivere sempre.. -Ma.. padre mi sembra che i pirati di oggi sian diversi... -Si e questo perchè ogni ciurma ha le sue regole.. in quella dove ero io si ragionava cosi.. tieni *gli diede un libro* qui ci sono le nostre vite e regole.. io sono l'ultimo almeno cosi credo.. lo dono a te mio erede.. perchè finche ci sarà uno solo di noi ci sarà speranza... Tristano iniziò subito a leggere, stette tutta la notte a leggere quel codice, le avventure scritte.. i combattimenti e i momenti di gioia.. e si addormentò con il libro sul petto la mattina dopo andò dal padre -Padre.. sarò un pirata! non so se potrò avere una ciurma ma ci proverò.. vivrò secondo il codice.. mi farò dei compagni e formeremo un gruppo invincibile.. e di fiducia.. una ciurma di amici.. c'è la metterò tutta!!! -Bravo piccolo mio disse la madre, e il padre -Allora vai.. e fai del tuo meglio.. noi ti aspetteremo qui.. forse lasceremo quest'isola ma faremo in modo di farti sapere sempre dove siamo... hai la tua famiglia ora e sempre! Tristano prese la sua borsa, una spada e si nascose su una barca con la sua utopia da compagna.. e partì verso Equilandria sotto il sole e sopra il mare che lo aveva visto nascere...
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